Normal, la recensione del nuovo action con Bob Odenkirk
Negli ultimi vent’anni il cinema action è profondamente cambiato. Al di là di alcuni format costruiti quasi interamente attorno alle proprie star, come da formula consolidata negli anni ’80 e ’90, oggi l’azione cerca spesso protagonisti, ambientazioni e linguaggi che non appartengono necessariamente al genere. Un apripista in questo senso è stato Liam Neeson, arrivato all’action da una carriera lontanissima da calci, pugni e sparatorie e diventato poi il volto per eccellenza del thriller muscolare crepuscolare. Ma è soprattutto da John Wick in poi che abbiamo assistito a una ricerca sempre più marcata dell’azione attraverso sperimentalismi e sensibilità anomale, arrivando, con i sequel del film con Keanu Reeves, a un linguaggio estremo che potremmo considerare una vera e propria pornografia dell’action.
Quel processo ha inoltre portato alla ribalta alcuni nomi che hanno finito per costituire una sorta di squadra creativa dell’action contemporaneo. Tra questi c’è Derek Kolstad, sceneggiatore dei primi tre John Wick e autore, oltre che produttore, dei due Io sono Nessuno. Proprio dal dittico con Bob Odenkirk arriva il sodalizio che dà vita a Normal, con Kolstad alla sceneggiatura e Odenkirk coinvolto anche nella storia e nella produzione, oltre che interprete principale. A completare il curioso triangolo c’è poi Ben Wheatley, autore britannico che porta in questo progetto tutta la propria inclinazione per il cinema di genere.
Non aprite quella porta: il capolavoro di Tobe Hooper in una bellissima Limited Edition Midnight Classics 6 dischi, 4K Ultra HD e Blu-ray
Non è la prima volta che vi parliamo di Non aprite quella porta (The Texas Chainsaw Massacre), il capolavoro diretto da Tobe Hooper nel 1974 che ha avuto la forza di ridisegnare la Storia dell’horror e cambiare per sempre certe regole del genere. Due anni fa infatti, nel settembre del 2024, non privi di entusiasmo vi abbiamo parlato del film in occasione della sua riuscita in sala – sempre per mano di Midnight Factory – in occasione del suo 50° anniversario. Un’occasione imperdibile che ci ha dato modo di (ri)vedere questa pietra miliare della settima arte sul grande schermo e in una nuova versione restaurata 4K. Ma Midnight Factory ha iniziato a manifestare interesse attorno a questo titolo già da molto tempo prima. Nel 2018 infatti, sempre all’interno della collana Midnight Classics, la label aveva editato per la prima volta il film di Hooper in un notevolissimo cofanetto a 3 dischi che comprendeva il film in formato 4K UHD + Blu-ray + Bonus Disc. Nel giugno del 2024, quindi ad anticipare l’uscita nelle sale cinematografiche, Midnight Factory ci ha offerto una seconda edizione home video di Non aprite quella porta per inaugurare la sua nuova linea Midnight Gold. Ancora 3 dischi (4K UHD + Blu-ray + Bonus Disc) ma con la differenza che questa volta il film di Hooper viene offerto con il più recente master 4K UHD HDR realizzato e fornito direttamente da MPI Media Group in occasione proprio del 50° anniversario. Come se non bastasse, per la serie “non c’è due senza tre”, lo scorso luglio Midnight Factory ha deciso di superarsi rieditano in home video Non aprite quella porta per la terza volta e in quella che possiamo definire la sua versione definitiva.
Le fate: in DVD il film a episodi con Monica Vitti, Claudia Cardinale, Raquel Welch e Alberto Sordi
Ci sono film che, pur potendo contare su cast stellari e firme di assoluto prestigio, finiscono per scivolare lentamente ai margini della memoria cinematografica. È il caso de Le fate, commedia a episodi del 1966 che riunisce quattro importanti nomi della commedia italiana come Luciano Salce, Mario Monicelli, Mauro Bolognini e Antonio Pietrangeli, chiamati a raccontare altrettante figure femminili interpretate da Monica Vitti, Claudia Cardinale, Raquel Welch e Capucine. Un quartetto di attrici affiancato da interpreti del calibro di Enrico Maria Salerno, Gastone Moschin, Jean Sorel e Alberto Sordi, per un film che nasce sulla scia del successo de Le bambole (1965) e che anticipa di un anno Le streghe, proseguendo quella particolare stagione della commedia italiana costruita attraverso episodi autonomi e incentrata sul rapporto tra uomini e donne.
Pitfall, la recensione
Da bambini, i nostri genitori e spesso i nonni ci allietano con fiabe ambientate nel bosco, locus amoenus per eccellenza e simbolo di un mondo incantato che, più per convenzione che per convinzione, fa da sfondo alla nostra infanzia. Crescendo, però, questo ritratto immaginario tende a sgretolarsi, soprattutto quando alcuni di noi scoprono il fascino irresistibile dell’horror. Innumerevoli racconti e film del terrore hanno infatti trasformato il bosco in qualcosa di radicalmente diverso: la sua fitta rete di alberi e cespugli diventa un’allegoria delle zone più oscure della mente umana, popolata da streghe, fantasmi e spietati killer mascherati. È qui che si innesca il più classico dei meccanismi del gatto col topo, una formula vincente che ha dato vita a un numero sterminato di film – dal recente In a Violent Nature al classico The Blair Witch Project – e che continua ad appassionare gli spettatori di ogni epoca, terrorizzati dalla capacità del bosco di celare minacce, trappole e paure capaci di lasciare il segno.
Venezia 83. Arrested Memory, la recensione
Lee (Ethan Juan), uno dei migliori ispettori di Taipei, sopravvive a una missione in cui perde l’intera squadra e, come conseguenza dello shock, inizia a soffrire di amnesia.
Quando gli viene affidato un nuovo caso, il rapimento del figlio di un ricco imprenditore giapponese in visita al paese, inizia una parabola delirante che vedrà l’ispettore in lotta con la sua stessa memoria.
Presentato fuori concorso all’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Arrested Memory del regista giapponese SABU è forse una delle più belle sorprese di una selezione veneziana che ha regalato poche risate liberatorie.
Venezia 83. Father Joe, la recensione
Nella Little Italy degli anni Novanta, pervasa da delinquenza, droga e prostituzione, Padre Joe (Kiefer Sutherland) combatte la criminalità a suon di pugni e sparatorie. I suoi metodi anticonvenzionali attirano l’attenzione del Boss di tutti i boss (Al Pacino), che assiste alla caduta dei suoi gregari e decide di prendere la situazione nelle sue mani.
Presentato fuori concorso in premiere di mezzanotte alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Father Joe è un film che su carta promette divertimento di qualità assicurato, ma come sempre, meglio stare attenti quando si accendono troppe speranze.


















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