Samara Weaving torna a vendere cara la sua pelle in FINCHE MORTE NON CI SEPARI 2

Se il primo film era quasi teatrale nella sua unità di luogo – una magione claustrofobica trasformata in campo di battaglia – qui tutto si fa più grande, più aperto, più spettacolare. Continua »

Il piccolo idraulico torna a risolvere problemi in SUPER MARIO GALAXY

Super Mario Galaxy – Il film è in continuità con il precedente Super Mario Bros. – Il film del 2023, estremizzandone però limiti e caratteristiche. Se già il primo capitolo dava l’impressione di essere un lungo trailer ipercinetico, costruito su luci, colori, suoni e richiami costanti all’immaginario videoludico, questo sequel compie un passo ulteriore verso il minimalismo narrativo. Continua »

THE DRAMA: Robert Pattinson e Zendaya alle prese con un matrimonio da incubo!

The Drama – Un segreto è per sempre è un oggetto cinematografico difficilmente etichettabile: commedia romantica, thriller psicologico e dramma esistenziale senza mai appartenere davvero a nessuno di questi generi. Continua »

Da sola contro una setta satanica: TI UCCIDERANNO

Con il supporto produttivo di Andy Muschietti e Barbara Muschietti, Ti uccideranno spinge con decisione sull’acceleratore dell’azione e dello splatter, costruendo un’esperienza quasi sensoriale. Continua »

Ryan Gosling protagonista di una grande avventura spaziale: L’ultima Missione – Project Hail Mary

Project Hail Mary è soprattutto un racconto sull’amicizia e sulla capacità dei rapporti umani (e non solo umani!) di colmare il vuoto della solitudine e della depressione. Continua »

Il regista di Dead Snow e Una notte violenta e silenziosa si cimenta con lo shark movie catastrofico e il risultato non è affatto male! Continua »

 

Onslaught – Assalto finale, la recensione

Ci sono film che la critica ha contribuito a consegnare all’oblio e che, a distanza di quarant’anni, si sono invece rivelati fondamentali per capire il cinema contemporaneo. È una delle tante contraddizioni della storia del cinema di genere: i B-movie degli anni ’80, spesso liquidati all’epoca come prodotti rozzi, derivativi o apertamente trash, hanno in realtà costruito un immaginario potentissimo, formando una generazione di spettatori e, soprattutto, di cineasti. Sono quei film che hanno insegnato a guardare il cinema attraverso il cinema, a riconoscere un’inquadratura, un suono, un ritmo, una trovata e a trasformarli in materiale per una nuova generazione di racconti. Adam Wingard appartiene a quella generazione e, fin dai tempi di You’re Next e soprattutto di The Guest, ha dimostrato di avere un rapporto molto personale con quel cinema. Con Onslaught – Assalto finale compie quindi il suo più scoperto atto d’amore verso il genere degli anni ’80, riportando in vita l’action-horror muscolare, violento e sfrontato di un tempo. E lo fa con la benedizione di A24, realtà che negli ultimi anni ha costruito una delle identità più riconoscibili del cinema indipendente americano e che, pur essendo spesso associata a produzioni più autoriali, qui dimostra di poter sostenere anche un B-movie con ambizioni decisamente più sanguinolente.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Digger, la recensione del film di Alejandro G. Iñarritu con Tom Cruise

Quando alcuni scienziati registrano una profonda e preoccupante crepa nel ghiacciaio della Groenlandia, nei pressi di uno stabilimento per l’estrazione del petrolio, subito viene contattato il diretto responsabile: Digger Rockwell, magnate del petrolio la cui famiglia estrae da intere generazioni. Ma Digger è troppo preso dal suo agio, dalla vita sedentaria e dalle piccole cose (come la salute della sua gatta che ha quasi trent’anni) per poter realmente capire l’allarme degli scienziati. In men che non si dica il disastro precipita: lo stabilimento esplode e un ghiacciaio grande come la città di Washington si stacca dalla Groenlandia viaggiano a velocità mostruosa contro l’Europa. La situazione è fuori controllo e destinata a peggiorare, lo schianto del ghiacciaio potrebbe verificarsi in meno di tre giorni, dunque bisogna intervenire tempestivamente.

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Valutazione: 10.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Her Private Hell, la recensione dello stiloso film di Nicolas Winding Refn

Nicolas Winding Refn è uno di quegli autori che, nel bene e nel male, hanno costruito la propria carriera sulla riconoscibilità. All’inizio, però, quella riconoscibilità era soprattutto sinonimo di voce fuori dal coro: la trilogia di Pusher, Bronson e Valhalla Rising raccontavano un cinema sporco, violento e radicale, ma ogni volta diverso nel modo di affrontare il genere e i suoi personaggi. Poi arrivò Drive, la consacrazione internazionale e, subito dopo, il film che forse più di ogni altro ha rappresentato la sintesi perfetta del cinema di Refn, Solo Dio perdona: un’opera spesso sottovalutata dalla critica, ma capace di portare all’estremo la sua idea di cinema fatto di silenzi, violenza, simbolismo e geometrie visive. Da quel momento, però, quella che era stata una cifra stilistica ha cominciato progressivamente a trasformarsi in maniera. The Neon Demon sembrava già un esercizio di stile particolarmente compiaciuto e, dopo dieci anni di assenza dal grande schermo – intervallati da due serie televisive non particolarmente fortunate come Too Old to Die Young e Copenhagen Cowboy – Refn torna al cinema con Her Private Hell. E ciò che in The Neon Demon sembrava un eccesso viene qui ulteriormente amplificato, fino a fare del film non soltanto un’opera arthouse, ma quasi la definizione stessa di esercizio di stile.

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Valutazione: 5.0/10 (su un totale di 1 voto)
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VerticalMovie 2026: il cinema guarda in alto per la nona edizione del Festival

Dal 29 settembre al 1° ottobre la Casa del Cinema di Roma ospita la nona edizione del VerticalMovie, il Festival internazionale dedicato ai video e ai cortometraggi realizzati in formato verticale.

Nato nel 2018 da un’idea di Salvatore Marino, ideatore e direttore artistico della manifestazione, il festival torna quest’anno con un’edizione ampliata a tre giornate, tra proiezioni, masterclass, incontri, premiazioni e nuove sezioni che fotografano un settore dell’audiovisivo ormai sempre più centrale.

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FIPILI Horror Festival 2026: Manuel Agnelli, Federico Zampaglione e Nicolas Winding Refn tra gli ospiti della 15ª edizione

Dal 7 all’11 ottobre Livorno torna a tingersi di nero con la quindicesima edizione del FIPILI Horror Festival, manifestazione internazionale dedicata alla paura declinata attraverso cinema, musica e letteratura. Un’edizione particolarmente ricca, che porterà in Toscana oltre 60 film provenienti da 13 Paesi, numerosi ospiti italiani e internazionali e una serie di eventi speciali, tra cui la presenza di Nicolas Winding Refn per i “Refn Days” e gli incontri con Manuel Agnelli, Federico Zampaglione, Edoardo Gabbriellini e Dario Ballantini.

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Dylan Dog Horror Show: il cast e tutti i dettagli dello spettacolo teatrale per i 40 anni dell’Indagatore dell’Incubo

Dylan Dog compie quarant’anni e festeggia con un debutto decisamente speciale: dal 28 ottobre 2026 l’Indagatore dell’Incubo arriverà per la prima volta a teatro con Dylan Dog Horror Show, spettacolo scritto da Tiziano Sclavi e Nicola Russo e diretto da Valter Malosti. L’appuntamento è al Teatro Eliseo di Roma, che proprio in occasione dello spettacolo riaprirà le sue porte, con alcune anteprime speciali previste a partire dal 22 ottobre. Nel frattempo è stati annunciato anche il cast completo dello spettacolo.

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Mortal Kombat II: un’edizione 4K Ultra HD da kombattimento!

Nato dalla celebre saga videoludica targata Midway e Warner Bros. Games, Mortal Kombat II porta nuovamente sul grande schermo i combattenti più forti dell’universo, raccogliendo l’eredità del precedente Mortal Kombat del 2021. Diretto ancora una volta da Simon McQuoid e interpretato, tra gli altri, da Karl Urban, Adeline Rudolph, Jessica McNamee, Tati Gabrielle, Mehcad Brooks e Lewis Tan, il film è arrivato nei cinema italiani nella primavera di quest’anno, con Warner Bros. che ha scelto di accompagnarlo sul mercato home video con una proposta particolarmente articolata. Mortal Kombat II è infatti disponibile in DVD, Blu-ray e 4K Ultra HD, oltre che in una edizione Steelbook da collezione, così da intercettare tanto il pubblico interessato semplicemente alla visione domestica quanto gli appassionati dell’home cinema.

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La donna senza passato, la recensione

I paesi scandinavi, i fiordi, un’isola abitata da una piccola comunità e un mistero da risolvere: ne La donna senza passato, diretto da Barbara Topsøe-Rothenborg, ci sono tutti gli ingredienti del classico thriller nordico. Il film, con un cast di attori danesi guidati dalla protagonista Natalie Madueño – nota per le serie The Rain e Loro uccidono – prova a portare sullo schermo una storia fatta di segreti e atmosfere suggestive, seguendo una tradizione ormai consolidata del genere scandinavo. Inoltre, come spesso accade, anche questo thriller nasce dalla letteratura: è infatti tratto dall’omonimo romanzo di Anna Ekberg.

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Valutazione: 4.5/10 (su un totale di 2 voti)
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L’isola dei ricordi, la recensione del film d’animazione DreamWorks

Nel corso della sua storia DreamWorks Animation ha sempre cercato di correre parallelamente a Pixar e Disney, costruendo però una propria identità all’interno del cinema d’animazione americano. Una ricerca che ha prodotto risultati molto diversi: da una parte autentici gioielli come Shrek 2, Dragon Trainer e, più recentemente, Il gatto con gli stivali 2 – L’ultimo desiderio, dall’altra produzioni più infantili e convenzionali, difficili da mettere sullo stesso piano della concorrenza. L’isola dei ricordi, nuovo lungometraggio diretto da Joel Crawford e Januel Mercado, compie però un passo trasversale interessante: DreamWorks guarda con maggiore convinzione alla formula Pixar, soprattutto nella capacità di trasformare una semplice avventura fantastica in un racconto emotivo, senza per questo rinunciare alla propria personalità. Il risultato è dunque un film DreamWorks al cento per cento, solo con un cuore un po’ più scoperto del solito.

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Valutazione: 6.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio, la recensione

C’è stato un periodo in cui la presenza di un cane in un film rappresentava quasi una minaccia per lo spettatore. Non importa quanto fosse avventurosa, divertente o commovente la storia: bastava vedere un quattro zampe diventare protagonista per far sorgere immediatamente una domanda nella testa del pubblico: ma il cane muore? Il trauma collettivo lasciato da film come Io & Marley ha infatti modificato profondamente il rapporto tra cinema e spettatore quando in scena c’è un animale, al punto che oggi la sopravvivenza del cane sembra quasi diventata una missione prioritaria per qualsiasi sceneggiatore.

Con Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio, David Ayer gioca apertamente con questa paura, ma soprattutto costruisce un survival movie nel quale il rapporto tra uomo e animale non è un semplice espediente emotivo: è il cuore stesso della storia. In scena ci sono sostanzialmente soltanto i due protagonisti, James Belmont, interpretato da Brad Pitt, e Odino, uno splendido pastore tedesco. Un ex militare e il suo cane da combattimento, entrambi reduci da un’esperienza traumatica, costretti a sopravvivere insieme in uno degli ambienti più ostili del pianeta.

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Valutazione: 9.0/10 (su un totale di 1 voto)
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